COMMENTI
Quale compito abbiamo davanti a noi e quale necessità di essere sobri, vigili e fermi! È il lavoro di una vita, una lotta che dura tutta la vita contro un nemico potente e radicato nella nostra carne. In effetti, le potenze esterne sono forti, ma la guerra interna è di gran lunga la più terribile. Se siete in qualche misura avvelenati dallo spirito del mondo, se cedete, anche se impercettibilmente, all'autogratificazione, all'amore per la comodità, per il piacere, a una minima indulgenza in una qualsiasi delle vostre precedenti disposizioni all'invidia, alla maldicenza, all'orgoglio, alla vanagloria, alla vanagloria, alla violenza, alla pretesa, all'ira, alla lotta - o a qualcosa di simile - oh, quanto è grande il pericolo a cui siete esposti!
L'influenza del mondo, della carne e dell'avversario tende ad assorbirci con l'eccesso di cibo e di bevande e con le preoccupazioni di questa vita. L'atteggiamento di vigilanza è necessario se si vuole evitare tale assorbimento. Stiamo dunque in guardia, vigili, sospettosi e attenti a noi stessi, ai nostri pensieri, alle nostre motivazioni, alle nostre parole, alle nostre azioni, all'ambiente che ci circonda e alle influenze che operano su di noi, per evitare di lasciarci sopraffare. Chi è apprensivo sicuramente non otterrà la ricompensa che spetta solo ai diligenti e ai fedeli.
REPRINTS
Rom. 13:11, 13; 1 Tess. 5:6-8; 1 Piet. 4: 7; 5: 8, 9; Mat. 13:12-15, 22; 25: 13; 26: 41; Luca 8: 14; 1 Cor. 16: 13; Ap. 3: 2, 3; 16: 15; Luca 12: 40.