COMMENTI
Se nell'esame quotidiano delle nostre vie, che è dovere di ogni cristiano, ci accorgiamo che in qualche occasione le nostre parole hanno disonorato il Signore, dobbiamo ricordare che, nel nome del nostro Avvocato, possiamo avvicinarci al Signore in preghiera per dire al nostro Padre celeste che ci rendiamo conto dell'errore che abbiamo commesso e per esprimergli il nostro profondo rammarico per non aver onorato il Suo nome e la Sua causa con le nostre azioni e parole; chiedergli umilmente di non imputarci questo peccato, ma di cancellarlo con i mezzi gentili che ha previsto per la nostra purificazione attraverso Cristo, reclamando umilmente per noi il suo sangue prezioso nel quale abbiamo depositato la nostra speranza e la nostra fiducia. È così che dobbiamo rendere conto di ogni parola inoperosa. Con le nostre parole di pentimento, a cui si aggiungono i meriti di Cristo, applicate per fede, saremo assolti.
Le parole che pronunciamo non sono altro che l'espressione dei sentimenti di una persona e, quindi, ne determinano il carattere. Il parlare a vuoto è l'espressione di pensieri frivoli e perniciosi, e inevitabilmente devasta il carattere in modo sottile. Quando saremo messi alla prova per la vita, dovremo rendere conto di questo indebolimento del carattere ed essere raddrizzati. Per questo è opportuno che ognuno di noi preghi: "O Geova, poni una guardia alla mia bocca, metti una sentinella alla porta delle delle mie labbra".
REPRINTS
Sal. 26 : 1 à 4 ; 50 : 3 à 6 ; 139 : 23, 24 ; Ger.11 : 20 ; 20 : 12 ; 2 Tess. 1 : 4, 5 ; Matt. 25 : 14 à 30 ; 1 Cor. 11 : 31 ; Ezec. 18 : 20 à 28 ; Matt. 11 : 22 ; 12 : 37 à 42 ; 25 : 31 à 46 ; Giov. 5 : 22 à 30 ; Atti 17 : 31 ; Rom. 2 : 5 à 16 ; 1 Piet. 4:5, 7.